Campane e concerti storici - Regione
Veneto
AREA II - ARCHIVIO STORICO (ARS)
Cap. ARS-H20 - Rassegna bronzi storici - Pag. ARS-H20.11
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CAMPANE E FONDITORI - CITTA' DI VERONA
Monografia di NICOLA PATRIA (Verona)
Nota sul'autore: Nicola Patria (già presidente Scuola campanaria Verona in S.Anastasia): veronese, classe 1984, discende da un'antica famiglia valdostana di musicisti. Tra i suoi interessi spiccano il volo, il nuoto, la musica, i libri, ma il posto principale nel suo cuore è occupato da campane e campanili, che frequenta dall'età di 3 anni. Nel 2023 ha ricevuto l'imposizione dell'abito laico della Famiglia Spirituale Carmelitana.
A Verona, crocevia delle vie cardinali di comunicazione,
campanili, campanari, campane e fonditori esistono almeno dal VII° secolo e da
allora la città ha rappresentato un'importante punto di riferimento nel mondo
dell'arte campanaria europea. Questo sia per numero, mole, pregio acustico ed artistico
dei bronzi locali prodotti da una cinquantina di dinastie di artigiani scaligeri
succedutesi negli anni sia per le peculiari tecniche di suono che hanno visto i
natali proprio qui da noi. La più antica è senza dubbio il carillon (in gergo “campanò”),
poi evolutosi nella "veneziana" che consisteva nel suonare i bronzi a distesa ma
ordinandone i rintocchi in maniera ascendente o discendente, per finire al
sistema di suono "alla veronese". La campana in bronzo più antica di tutta la cristianità
(risalente al IX secolo) è proprio qui a Verona ed è esposta nella cripta della
basilica di San Zeno, ancora perfettamente funzionante. Altro pezzo d'eccezione
è la grande campana per la torre del Gardello, il primo orologio a rintocchi
d'Europa. Fusa dal veronese Jacopo nel 1370 è oggi esposta al museo di
Castelvecchio. A partire dal XVI secolo delle vere e proprie dinastie di
artigiani fondarono la scuola fusoria veronese. Principali esponenti di questa
corrente furono i Bonaventurini che, nel 1557, fusero la monumentale campana
civica di Verona ancora oggi funzionante sulla Torre dei Lamberti e Bartolomeo
Pesenti, maestro indiscusso per tutto il XVII secolo. Dalla metà del '700 si impose a Verona la scuola fusoria
emiliano-lombarda ad opera dei fonditori Crespi (artefice delle campane di San
Fermo nel 1755) e Giuseppe Ruffini i cui allievi, Partilora-Selegari, Cavadini e
Chiappani, lavorarono a Verona durante i periodi successivi. Il sistema di suono "alla veronese" nasce in un periodo
compreso tra il 1776 ed il 1791 grazie all'ingegnosa creatività di alcuni
ortolani residenti nella periferia occidentale della città che, dopo essersi
limitati al servizio presso il campanile di San Giorgio in Braida, prendono pian
piano possesso di tutta la città. Altre società campanarie cittadine: (Santa Trinità, Chievo,
Molinari, Santa Maria in Organo, Cattedrale, S. Giovanni in Valle, S. Nazaro, S.
Massimo, Filippini, Santa Maria della Scala, S. Fermo, S. Eufemia, S. Tomaso, S.
Stefano – Audace, S. Toscana, S. Paolo, S. Apostoli, Borgo Nuovo – Villaggio
Dall'Oca Bianca, Stimate) si sono formate ad imitazione della San Giorgio ma poi
fuse con essa. Quella antica formazione, nonostante numerose divisioni,
alleanze, riappacificazioni, soprattutto ai tempi dei leggendari Maestri Pietro
Sancassani (1881-1972) e Mario Carregari (1911-1997) è ancora attiva anche se ha
variato il suo nome prima in "Società campanaria di San Giorgio cum sede
Sant'Anastasia", poi in "Scuola campanaria Verona". Ricostruirne la storia è
facile dato che nell'archivio di squadra si possono consultare gli scritti dei
campanari don Germano Alberti per gli anni che vanno dalle origini del sistema
veronese ai primi del'800, di Modesto Cainer e Luigi Gardoni fino al 1850 e di
Pietro Sancassani e Mario Carregati per il periodo che partendo dal 1890 arriva
alla storia contemporanea. (Per ulteriori approfondimenti si veda
https://www.scuolacampanariaverona.it/maestri ). Tutto questo materiale, è
stato integrato dalle testimonianze orali delle antiche famiglie di campanari
Cona, Sabaini, Martini, Peroni, Morbioli e Cobelli e degli ultimi esponenti
delle fonderie veronesi Luigi Cavadini e Mario Partilora raccolte mediante
interviste dirette da Nicola Patria (presidente del gruppo
cittadino dal 2010 al 2018) ed è stato raccolto in un libro intitolato "Il
Segno" edito nel 2017 e consultabile presso la Biblioteca Civica di Verona.
Gisilmerio: fonde campane e formelle per San Zeno Maggiore
nei secc XI-XII Oliviero: fonde una campana nel 1172 per San Salvar Corte
Regia (poi sostituita da un complesso fuso da Pietro Partilora nel 1817 e
costituito da 5 campane in Sol3). Jacopo: fonde la grande campana per la torre del Gardello
nel 1370 Zanfrancesco da Legnago: fonde il Rengo per la Torre dei
Lamberti nel 1394 Jean De Colmar – Pierre de Treves: fondono le campane di
San Zeno Maggiore nel 1423 La famiglia Zeno - Checcherle, allievi di Michel francese:
Antonio Zeno fonde nel 1480 il campanone di Santa Anastasia, nel 1498 Orlando
Checcherle fonde una delle campane di San Zeno. Famiglia Bonaventurini: l'opera più famosa è il Rengo, di
4215 kg, fuso nel 1557 ed ancora funzionante sulla torre civica di Verona Famiglia Da Levo – Potier: fonde molte prestigiose opere
tra cui la campana del 1677 per San Giovanni in Foro. Famiglia Quarturoni (Quartironi) dai Reloi: fondono campane
per Beccacivetta di Coriano nel XVI e XVII secolo. Bartolomeo Pesenti: fonde le campane di San Nicolo
all'Arena nel 1682 Famiglie associate De Rossi, Poni, Micheletti, De Balini:
fondono nel 1703 la campana per Santa Caterina alla Ruota in Verona. Giuseppe Antonio Larducci: fonde nel 1777 la grande campana
per Santa Lucia in S. Elisabetta a Verona. Famiglia Crespi: fonde nel 1755 le campane per San Fermo
Maggiore. Giuseppe Ruffini ed eredi Partilora & Selegari: fondono
molti complessi nel veronese come San Giorgio in Braida nel 1776, Santi Apostoli
nel 1817 e Stimmate nel 1833. Sono considerati fra i migliori campanaii del loro
tempo. Famiglia Chiappani: allievi di Ruffini, fondono nel 1839 le
campane per Santa Maria in Organo. Famiglia Cavadini della "Bernarda": il capostipite Pietro,
coi figli Francesco e Luigi, il nipote Achille poi il figlio di costui Ettore ed
il di lui erede Luigi II, fondono dal 1792 al 1974 la quasi totalità delle
campane della diocesi di Verona, tra cui i prestigiosi complessi di San Giovanni
in Valle (1846), San Nazaro (1849), Santa Anastasia (1839), San Nicolò all'Arena
(1930), Cattedrale (1931) e Palazzina (1958). Cavadini Giovanni: figlio ribelle ed autonomo apre attività
propria e fonde le campane per la Torre dei Lamberti nel 1833, il suo
discendente diretto Raffaello Mazzi, è stato attivo come cultore dell'arte
campanaria nella Scuola campanaria Verona.
TORRI CAMPANARIE NELL'AREALE IN CUI OPERA LA SCUOLA CAMPANARIA VERONA San Zeno Maggiore: la torre dei secoli XI-XII ospita un
complesso di 4 campane montate a slancio su armamenti lignei. La maggiore emette
la nota Sol3, pesa kg 975 ed è larga 113 cm. I due bronzi maggiori, opera di
Jean Calmard, risalgono agli anni: 1423, la terza del 1498 è opera di Orlando
Checcherle e la piccola è di Crespi del 1755. Sono andate perdute due campane
dei secoli XI-XII, mentre è ancora conservata la campana "dei temporali" (secc.
VIII-X) che è una delle campane fuse in bronzo ancora integre più antiche di
tutta la cristianità. Santa Maria Antica alle Arche Scaligere: la torre del sec.
XII ospita un complesso di tre campane montate a sistema veronese ancestrale su
armamenti lignei. La maggiore, fusa da Bartolomeo Pesenti nel 1680 emette la
nota Mib4, pesa circa 105 kg ed è larga 57 cm. S. Maria in Organo: torre dei secoli I-XVI in stile
bizantino progettata da fra Giovanni da Verona, che sorge su un antico organum
segnatempo romano ed ospita un concerto di 6 campane in Mi3. La maggiore pesa kg
690 ed è larga 108 cm. Complesso fuso da Cavadini L. nel 1899. Già nel 1534 vi
erano 5 campane in scala musicale: uno dei primi prototipi di questi complessi
in tutta la penisola. Vari rifacimenti ebbero luogo nei secoli successivi ad
opera dei fonditori Pesenti (XVII sec.), De Rossi, Poni e Micheletti (secc.
XVIII). Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello di S. Giorgio in
S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). Valente campanaro in questo
complesso fu Luigi Gardoni (n. 1793). S. Fermo Maggiore: torre dei secoli XI-XIV che ospita un
concerto di 6 campane in Fa3. La maggiore pesa kg 710 ed è larga 108 cm.
Complesso di particolare pregio fuso da Crespi nel 1755 in sostituzione di
precedenti campane medievali. Presente un gruppo campanario poi incorporato in
quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). S. Giorgio in Braida: la torre sanmicheliana del secolo XVI
ospita un concerto di 9 campane più semitono in Fa#3. La maggiore pesa kg 610 ed
è larga 100 cm. Complesso di particolare pregio fuso da Ruffini (con aggiunta
una sesta campana ad opera di Chiappani) nel 1776 in sostituzione dei precedenti
bronzi rinascimentali parzialmente rifatti dal fonditore Larducci nel XVIII
secolo. Per la storia della locale società campanaria si veda Sant'Anastasia. SS. Trinità: torre dei secoli XI-XII che ospita un concerto
di 6 campane in Fa3 (Fa#3 calante). La maggiore pesa kg 575 ed è larga 100 cm.
Complesso originario fuso da Partilora nel 1803 in sostituzione del precedente
bronzo. Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello di S. Giorgio in
S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). Valente campanaro in questo
complesso fu Germano Alberti (n. 1888). S. Antonio Abate – Chievo: torre del secolo XX che ospita
un concerto di 10 campane in Re3. La maggiore pesa kg 1002 ed è larga 122 cm.
Complesso fuso da Cavadini L. nel 1892 in sostituzione del precedente di
Partilora del 1808, il campanone da Colbachini Bassano. Presente un gruppo
campanario da sempre incorporato in quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi
Scuola campanaria Verona). Cattedrale: torre dei secoli XI-XX che ospita un concerto
di 11 campane in Lab2 (La2 calante). La maggiore pesa kg 4566 ed è larga 189 cm.
Complesso di particolare pregio fuso da Cavadini L. nel 1931 in sostituzione del
precedente di metà ottocento. In torre funziona ancora la vecchia campana fusa
da Maestro Jacopo nel 1384. Il concerto è il più grande al mondo suonabile a
sistema veronese. Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello di S.
Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). Valenti maestri in
questo complesso furono Giuseppe Maggio (n. 1866), Luigi Accordini (n. 1913). S. Anastasia: torre del secolo XV che ospita un concerto di
9 campane in Do3. La maggiore pesa kg 1787 ed è larga 143 cm. Complesso di
particolare pregio fuso da Cavadini L. nel 1839. Le prime campane di cui si ha
notizia, risalenti al XV secolo, erano in accordo di Re minore, approntate dai
fonditori Gasparino ed Antonio Zeno. La campana grande venne rifusa più volte ad
opera dei fonditori Da Levo e Pesenti nel XVII secolo. Valenti campanari in
questo complesso furono: Giacomo Milossi (n. 1810), Giuseppe Erbisti (n. 1818),
Giacomo Tomasini (n. 1847), Giuseppe Peroni (n. 1864), Ottavio Ledro (n. 1878),
Pietro Sancassani (n. 1881), Emilio Sabaini (n. 1898), Mario Carregari (n.
1911). Da ricordare le grandi dinastie di suonatori: Capra, Cobelli, Cona,
Peroni e Morbioli. La locale squadra campanaria era conosciuta dal 1776 con il
nome di "Società campanaria di San Giorgio in Braida", nel 1929 variò il titolo
in "Società campanaria di Santa Anastasia" e nel 2010 assunse la definitiva
dicitura di "Scuola campanaria Verona". S. Apostoli: la torre dei secoli X-XII, la più antica della
città, ospita un concerto di 6 campane in Lab3. La maggiore pesa kg 410 ed è
larga 89 cm. Complesso di particolare pregio fuso da Partilora nel 1817 in
sostituzione dei precedenti bronzi barocchi ruffiniani. Presente un gruppo
campanario diretto dal M° Albino Oliboni, poi incorporato in quello di S.
Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). S. Stefano: torre del secolo XII che ospita un concerto di
6 campane in Fa#3. La maggiore pesa kg 501 ed è larga 97 cm. Complesso fuso da
Cavadini L. nel 1896 in sostituzione del precedente di Partilora del 1817.
Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello di S. Giorgio in S.
Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). Valenti campanari in questo complesso
furono Giannantonio Vincenzi (n. 1755), Carlo Signorato (n. 1906). S. Salvàr Corte Regia: la torre, demolita nella prima metà
del '1800, era del secolo XII ed ospitava un concerto di 5 campane in Sol3, fuse
dalla ditta Partilora nel 1817, in sostituzione di un precedente bronzo
risalente al 1172. Allo smantellamento del campanile i bronzi vennero ceduti
alla chiesa di San Pietro di Morubio (in provincia di Verona). S. Tomaso Cantuariense: torre dei secoli XII-XV che ospita
un concerto di 10 campane in Reb3 (Re3 calante). La maggiore pesa kg 1383 ed è
larga 133 cm. Complesso di particolare pregio fuso da Cavadini L. nel 1930 in
sostituzione del precedente della prima metà del XIX secolo. Presente un gruppo
campanario poi incorporato in quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola
campanaria Verona). S. Lorenzo Martire: la torre dei secoli XII-XV ospita un
concerto di 5 campane in Sib3. La maggiore pesa kg 260 ed è larga 76 cm.
Complesso fuso da Selegari nel 1830 in sostituzione di due precedenti bronzi. S. Francesco alle Stimate: la torre del secolo XIX ospita
un concerto di 6 campane in Sol3. La maggiore pesa kg 480 ed è larga 94 cm.
Complesso di particolare pregio fuso da Selegari nel 1833, è armato con
contrappesi e ruote lignei. Presente un gruppo campanario estinto. Valente
campanaro in questo complesso fu Modesto Cainer (n. 1798). Torre dei Lamberti: torre dei secoli XI-XVI che ospita un
concerto di 4 campane in La2 (Sib2 calante). La maggiore pesa kg 4215 ed è larga
183 cm. Companone fuso da Bonaventurini nel 1557 e le altre da Cavadini G. nel
1833 in sostituzione delle precedenti dei Da Levo (sec. XVII). Complesso di
particolare pregio presso cui prestava servizio il gruppo campanari di S.
Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). S. Maria del Paradiso: la torre del XVI secolo ospita un
concerto di 6 campane in La3. La maggiore pesa kg 306 ed è larga 82 cm.
Complesso di particolare pregio fuso da Cavadini L. nel 1898 per l'esposizione
internazionale di Torino, in sostituzione dei precedenti bronzi degli anni '30
del XIX secolo. S. Massimo: torre del secolo XIX, progettata dal Trezza,
che ospita un concerto di 11 campane in Do3. La maggiore pesa kg 1547 ed è larga
140 cm. Complesso fuso da Cavadini L. nel 1869 in sostituzione del precedente di
Partilora del 1840. Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello di
S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). Valente campanaro in
questo complesso fu Giuseppe Biondani (n. 1880). S. Giovanni in Valle: torre dei secoli XI-XVI che ospita un
concerto di 6 campane in Fa3. La maggiore pesa kg 644 ed è larga 105 cm.
Complesso di particolare pregio fuso da Cavadini L. nel 1846 in sostituzione
delle precedenti campane barocche. Presente un gruppo campanario guidato dal
maestro Gaetano Gaspari e poi incorporato in quello di S. Giorgio in S.
Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). S. Nazaro e Celso: torre in stile veneziano dei secoli
XII-XVI progettata da Francesco da Castello, che ospita un concerto di 6 campane
in Re3. La maggiore pesa kg 1135 ed è larga 127 cm. Complesso di particolare
pregio fuso da Cavadini L. nel 1849 in sostituzione delle precedenti campane
rinascimentali. Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello di S.
Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). Valente campanaro in
questo complesso fu Francesco Menegardi (n. 1863). S. Paolo in Campo Marzio: la torre del secolo XIII ospita
un concerto di 6 campane in Sol3. La maggiore pesa kg 516 ed è larga 94 cm.
Complesso di particolare pregio fuso da De Poli Tv nel 1987 in sostituzione del
precedente di metà del XIX secolo. Presente un gruppo campanario poi incorporato
in quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). S. Luca Evangelista:la torre dei secoli XII-XVII ospita un
concerto di 6 campane in Lab3. La maggiore pesa kg 443 ed è larga 92 cm.
Complesso di particolare pregio fuso da Cavadini L. nel 1939 in sostituzione del
precedente della metà del XIX secolo. Filippini: la torre del secolo XVIII ospita un concerto di
6 campane in Sol3. La maggiore pesa kg 498 ed è larga 95 cm. Complesso fuso da
Cavadini L. nel 1933 in sostituzione del precedente terzo ottocentesco. Presente
un gruppo campanario poi incorporato in quello di S. Giorgio in S. Anastasia
(oggi Scuola campanaria Verona). S. Teresa agli Scalzi:la torre del secolo XVII ospita un
concerto di 5 campane in Lab3 (La3 calante). La maggiore pesa kg 386 ed è larga
88 cm. Complesso originario fuso da Selegari nel 1825 in sostituzione delle
precedenti campane barocche. S. Eufemia: torre del secolo XV che ospita un concerto di 6
campane in Fa3. La maggiore pesa kg 590 ed è larga 102 cm. Complesso fuso da
Cavadini L. nel 1886 in sostituzione delle precedenti campane barocche e
realizzato come voto per la liberazione dal colera. Presente un gruppo
campanario poi incorporato in quello di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola
campanaria Verona). S. Maria della Scala: torre del secolo XIV che ospita un
concerto di 5 campane in Fa3 (Fa#3 calante). La maggiore pesa kg 665 ed è larga
104 cm. Complesso di particolare pregio composto da bronzi fusi negli anni 1444
(opera di Gasparino), 1547, 1827 e 1894. I bronzi erano già cinque nel XVI
secolo. Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello di S. Giorgio in
S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). S. Bernardino: torre del secolo XV che ospita un concerto
di 6 campane in Mi3. La maggiore pesa kg 771 ed è larga 110 cm. Complesso fuso
da Cavadini L. nel 1907 in sostituzione delle precedenti campane barocche fuse
dal Pesenti nel suo laboratorio ove oggi sorge la farmacia "due campane".
S. Leonardo: torre del secolo XII che ospitava un concerto
di 9 campane in Fa3 (Fa#3 calante). La maggiore pesa kg 523 ed è larga 98 cm.
Complesso fuso da Cavadini L. nel 1919 in sostituzione di due antiche
campanelle. Oggi le campane sono trasferite nella parrocchia di Gesù Divino
Lavoratore in b.go Roma, sobborgo di Verona. S. Nicolò all'Arena: torre del secolo XVII che ospita un
concerto di 6 campane in Si2 (Do3 calante). La maggiore pesa kg 1822 ed è larga
147 cm. Complesso di particolare pregio fuso da Cavadini L. nel 1930 in
sostituzione del precedente seicentesco opera del Pesenti, parzialmente ancora
conservato e funzionante in torre. S. Carlo: la torre del XVI secolo ospita un complesso di 5
campane in Fa4. La maggiore pesa kg 70 ed è larga 50 cm. Complesso fuso da
Cavadini L. nel 1940 in sostituzione dei precedenti bronzi ottocenteschi. Il
concerto è il più piccolo suonabile a sistema veronese ed è montato su telaio
ligneo. Sorelle della Misericordia: la torre del XX secolo ospita
un concerto di 5 (oggi 3) campane in Re4. La maggiore pesa kg 153 ed è larga 64
cm. Complesso fuso da Cavadini L. nel 1940. Borgo Nuovo: la torre del XX secolo ospita un concerto di 6
campane in La3. La maggiore pesa kg 317 ed è larga 83 cm. Complesso fuso da
Colbachini Pd nel 1950. Presente un gruppo campanario poi incorporato in quello
di S. Giorgio in S. Anastasia (oggi Scuola campanaria Verona). S. Toscana: la torre del secolo XX ospita un concerto di 5
campane in Reb4. La maggiore pesa kg 170 ed è larga 66 cm. Complesso fuso da
Crespi nel 1952 in sostituzione dei precedenti bronzi ruffiniani settecenteschi. S. Teresa – Tombetta: torre del secolo XX che ospita un
concerto di 9 campane in Mib3. La maggiore pesa kg 992 ed è larga 119 cm.
Complesso di particolare pregio fuso da Colbachini Pd nel 1955. Per maggiori approfondimenti si invita alla lettura di
Patria N., Santa Anastasia in Verona, il canto della torre, 2013 (Biblioteca
Civica di Verona) Tommasi – Mauli, In Cammino, Verona 1993 (Biblioteca Civica di
Verona) Tommasi G., Arte Campanaria, Verona 1983 (Biblioteca Civica di Verona)
Mauli, Consolaro, Tommasi, Campane nei Secoli 1991 ANBIMA (Biblioteca Civica di
Verona) Sancassani P., Le mie campane, Verona, 2001, (Biblioteca Civica di
Verona) Franzoni L., Fonditori di campane a Verona dal XI al XX secolo, Cortella,
Verona, 1979, (Biblioteca Civica di Verona) Rodriquez G., Il Segno, Grafiscan,
Verona, 2017 (contiene, in parte schematica e riassuntiva, anche alcuni
principali elementi dei precedenti testi, di più difficile reperibilità) ed è
reperibile presso la Biblioteca Civica di Verona o scrivendo a:
scuola.campanaria.verona@gmail.com
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Immagini, dati geometrici a cura del Proprietario della Campana.