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 Campane e concerti storici - Regione Lombardia

AREA II - ARCHIVIO STORICO (ARS)

Cap. ARS-H09 - Rassegna bronzi storici - Pag. ARS-H09.11

Gli argomenti trattati sono stati inseriti da Ing. Arch. Michele Cuzzoni nel 2008 - © Copyright 2007- 2024 - e sono desunti dalla documentazione indicata in Bibliografia a fondo pagina


 

(BG) - Lallio: Le campane di Lallio

 

INDICE:

 

Parrocchia Ss. Bartolomeo e Stefano - Lallio (BG) - 1913

La chiesa parrocchiale di Lallio visibile ai giorni nostri, progettata dall’architetto Elia Fornoni in stile neo – lombardo, con grandiosa cupola – tiburio e vele nervate, ebbe inizio con la posa della prima pietra benedetta dal vescovo Giacomo Maria Radini Tedeschi il 26 settembre 1913.

 

***

 

Il concerto campanario della chiesa parrocchiale di Lallio trova un umile inizio nella solitaria "campana su pilastri" registrata nel 1575 durante la Visita apostolica di s. Carlo Borromeo, la chiesa priva di campanile si qualificava come ‘campestre’ e abbastanza distante dal centro abitato.

 

La nuova chiesa, inaugurata nel 1740 dal vescovo Redetti, aspettò ancora l’ultimo decennio del Settecento per avere il suo concerto eseguito dal fonditore Francesco Comerio nel 1794; tre campane concertate in Mi bemolle maggiore. Alla distanza di due secoli rimangono oggi solo le prime due.

 

Nel 1841 il concerto venne completato dal fonditore Giovan Battista Monzini di Bergamo con l’aggiunta di due campane più piccole, onde poter formare un concerto a cinque campane sempre del medesimo tono.

 

Tale concerto venne poi trasferito dal vecchio campanile a quello nuovo. La storia prosegue con una vicenda di proporzioni nazionali e Lallio non rimase fuori. Infatti durante la seconda guerra mondiale vennero asportate due campane, la più piccola e la più grossa.

 

Finita la guerra lo Stato italiano risarcì i danni con la "restituzione delle campane" e la fusione venne affidata nel 1953 alla ditta Capanni di Castelnuovo ne’ Monti (Reggio Emilia).

Il concerto della chiesa parrocchiale risulta così composto:

 

prima campana: tono Mi bemolle (Fonderia Capanni, 1953);

 

seconda campana: tono Fa (Fonderia Francesco Comerio, 1794);

 

terza campana: tono Sol (Fonderia Francesco Comerio, 1794);

 

quarta campana: tono La bemolle (Fonderia G. B. Monzini, 1841);

 

quinta campana: tono Si bemolle (Fonderia Capanni, 1953).

 

Le campane assortite in varie epoche e da differenti fonditori presentano tuttavia un suono ben intonato e abbastanza omogeneo.

Altre ricerche approfondite potrebbero rivelare particolari interessanti, specie riguardo al numero e al tono del concerto Comerio del 1794; le campane potrebbero anche essere state cinque, oppure tre in tono Fa, anche se tale probabilità è assai scarsa.

 

Fin qui è stato riferito lo studio del tecnico – amatore Pietro Migliorini, dell’Associazione campanari di Bergamo e a conclusione di tutto si riporta quanto è scritto su una campana antica:

"Quomodo si libeat quoque sit in discordia concors quisquis es ex nostro quaerere disce sono".

Non è facile la traduzione letterale, ma il senso è questo:

"Impara dal nostro suono a cercare la concordia tra opinioni diverse".

In altra documentazione si legge: "Le campane erano cinque, quattro furono fuse da Francesco Comerio di Borgo S. Caterina su commissione dell’arciprete Zuccala nel 1794; una, precisamente la seconda che era probabilmente caduta, fu costruita da G. B. Monzini di Borgo S. Caterina nel 1841 per opera dell’arciprete Giambarini".

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S. Bernardino - Lallio (BG) - 1451

La storia delle campane per la chiesetta di s. Bernardino è ancora tutta da ricercare, perché il campanile in pietra costruito nel 1505 risultava fornito di tre campane, vendute, senza motivo apparente, nel 1870. Risalire alla fonderia delle tre antiche campane originale non è stato finora possibile.

Le campane vendute dall’Economo spirituale, succeduto alla morte del parroco Motterlini, furono sostituite da tre nuove, in Si bemolle nel 1884, fuse dai fratelli Barigozzi. Formavano un ottimo concerto, vista anche la fama della fonderia durata parecchi decenni e attiva in vari luoghi. Fu un vero guaio la requisizione dell’ultima guerra mondiale, durante la quale anche le campane di s. Bernardino vennero asportate.

 

Il concerto di tre campane in tono di La maggiore, attualmente in funzione, venne fuso dalla ditta Capanni di Castelnuovo ne’ Monti nel 1953. Da rilevare un particolare importante: il castello e i ceppi in ferro per il sostegno delle campane sono tuttora egregiamente funzionanti e sono ancora quelli originali delle campane Barigozzi, 1884. Si tratta quindi di uno dei primi castelli e inceppature in ferro installati a quei tempi in sostituzione dei tradizionali castelli in legno.

 

Nel 1993 è stato compiuto un delicato restauro conservativo di notevole importanza.

 

Una piccola campana di piccole dimensioni, proveniente dalla chiesetta soppressa della Vailetta, fusa da Antonio Monzini di Bergamo nel 1867, è pure installata sul campanile di s. Bernardino. Anche questa campana, ancora montata su ceppo di legno originale. È stata sottoposta a restauro con il relativo sostegno.

 

L’intervento del 1993 fu eseguito dalla ditta A.E.I. di Perego di Pozzuolo Martesana (Milano) per interessamento del sig. Angelo Cavalli, nativo di Lallio e appassionato suonatore di campane.

 

La prima campana in La3 è dedicata a s. Bernardino,

 

la seconda in Si3 è dedicata a Maria Assunta,

 

la terza in Do diesis 4 è dedicata ai s. Bartolomeo e Stefano.

 

La campanella del 1867 è dedicata a s. Margherita.

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Le campane chiamavano alla preghiera liturgica, suonavano l’Ave Maria, l’allegrezza dei battesimi, il lutto di chi lascia questa terra e una volta suonavano ‘a martello’ in occasione di calamità come violenti temporali.

 

In una conversazione con l’attuale sacrista Lorenzo Rottoli ci diceva la differenza segnalata nel passato tra il segno di morte di un uomo o di una donna, usanza scomparsa ai tempi di don Silvio Cividini per lamentela della gente.

 

La morte di un uomo era annunciata da sette rintocchi, ripetuti più volte dopo una relativa pausa; suonava la campana più grossa. La morte di una donna era annunciata con cinque rintocchi. Ora non c’è nessuna distinzione e l’avvenimento si esprime così: rintoccare con la quinta un botto e questo per tre volte consecutive, poi rintoccare con la quarta per circa cinque minuti.

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Le campane fuse dalla ditta Capanni nel 1953 portano tutte questa scritta comune:

Ablatum tempore belli A. D. MCMXL – MCMXLIV – Restitutum pubblico sumptu ("Sottratta in tempo i guerra Anno del Signore 1940 – 1944 – Restituita a spesa pubblica").

 

Ogni campana è contrassegnata da un numero progressivo e da una scritta latina.

Sul campanile di s. Bernardino:

 

la campana n° 386 dice: Voce mea ad Dominum calmavi et exaudivit me ("Con la mia voce ho gridato al Signore e mi ha esaudito");

 

la n° 387 dice: Intende vois orationis meae Rex meus et Deus meus ("Presta attenzione alla voce della mia preghiera, mio re e mio Dio");

 

la n° 388 dice: Domine labia mea aperies et os meam annuntiabit laudem tuam ("Signore, apri la mie labbra e la mia voce proclami la tua lode").

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Bibliografia

Bib-ST-000 - Testo di Ing. Arch. Michele Cuzzoni

Bib-ST-450 - Lallio e la sua storia, Lallio, 1995, di Marchi Corrado e Rota Tarcisio..

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